giovedì 19 febbraio 2015

Recensione "The Maze Runner- Il labirinto" di James Dashner


Titolo: The Maze Runner- Il labirinto

Autore: James Dashner

Saga: The Maze Runner
1:Il labirinto
2:La fuga
3:La rivelazione
4:La mutazione (prequel)

Casa editrice: Fannucci Editore

Pagine; 389

Trama: Quando Thomas si sveglia, le porte dell'ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L'unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l'organizzazione di una società ben ordinata e disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l'ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell'ascensore. Il mistero si infittisce un giorno, quando - senza che nessuno se lo aspettasse - arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di altri mezzi visibili di fuga, il Labirinto sembra essere l'unica speranza del gruppo o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire.


La mia recensione:
Non ho ancora un'idea chiara sui distopici. Ho letto pochi libri di questo genere e la mia "decisione" sul gradirli o meno sta pericolosamente oscillando fra il si e il no. Uno dei libri per il quale potrei cominciare ad apprezzare il genere è  appunto The Maze Runner. 
La storia a grandi linee la conosciamo tutti, sopratutto grazie all'uscita recente del film: Il protagonista, Thomas, dopo essersi svegliato in un... ascensore (?) scopre di aver perso tutti i ricordi che lo riguardano  e di trovarsi in un ampio spazio aperto (la Radura) costeggiato da colossali mura (il Labirinto). Il suo scopo, e quello di tutti gli altri ragazzi che conoscerà, è di riuscire a trovare un modo per uscire. Nel libro vedremo Thomas cercare di ambientarsi nella civiltà che si è formata e fare amicizia (e in alcuni casi anche inimicizia) con i ragazzi del posto. 
La storia mi ha intrigato molto fin dall'inizio sia per la trama in generale ma anche per tutti i luoghi che vengono descritti.

Punti a favore:
1: La scrittura usata da Dashner è piacevole e scorrevole. Riesce a far comprendere facilmente al lettore tutto ciò che vuole descrivere e questo (per una piccola e primitiva mente come la mia) è una grossa soddisfazione.
2: La storia, come ho detto prima, è molto intrigante. Le idee di Dashner sono dei colpi di genio che non fanno mai staccare dal libro e che  mantengono in un constante senso di sorpresa. L'evoluzione che si avrà nella  storia è sorprendente e sopratutto inaspettata.
3: Il finale è qualcosa di assurdo. Quando si scopre ciò che è successo e il vero motivo del labirinto, si rimane senza parole.
4: La copertina a mio parere è stupenda! E sopratutto i seguiti mantengono lo stesso stile e non cambiano radicalmente come succede con alcune saghe... emh emh...

Punti a sfavore:
1: Il linguaggio dei radunai ad un primo approccio lascia un po' sbigottiti. In tutto il libro si sentono moooooolto spesso dei termini particolari quali "fagio" (ovvero fagiolino, il nuovo arrivato nella radura), "pive" (pivello) e in assoluto il termine più sorprendente di tutti... "sploff". Quando ho scoperto cosa voleva dire "sploff" ho dovuto necessariamente chiudere il libro e prendermi un attimo per assimilare l'informazione perché per me è stato davvero un durissimo colpo. "Sploff" in pratica sarebbe la... popo. E' stata chiamata con "sploff" perché in effetti      il rumore che la popo fa quando.. s-scende è questo... Vabe, andiamo avanti. 
2: I radurai a mio parere sono troppo misteriosi. Quando un nuovo ragazzo arriva nella radura ricorda solo il suo nome e non sapendo come cavolo sia finito lì o comunque cosa sia "lì" necessita delle spiegazioni. E invece loro quando Thomas fa domande sono tutti misteriosi, come se non volessero dire niente. E non solo non parlano, ma si arrabbiano anche se vengono fatte domande! Se magari dessero subito tutte delle spiegazioni non verrebbero disturbati in continuazione dalle domande del nuovo arrivato!






"Continuò a correre, il cuore pronto a schizzargli fuori dal petto. Cercò di ossigenare i polmoni con grandi respiri affannosi, ma sapeva che non avrebbe potuto resistere ancora per molto. Si chiese se non sarebbe stato più facile voltarsi, combattere e farla finita.
Quando svoltò l'angolo successivo, Thomas sbandò e si fermò. Ansando senza riuscire a controllarsi, guardò fisso davanti a sé.
Stavano arrivando tre Dolenti, rotolando e conficcando le punte nella pietra. Venivano verso di lui."


Bene! Questa è stata la mia recensione! Come al solito spero di aver detto tutto quello che volevo dire, di non avervi annoiato e anzi di avervi incuriosito!  E ora vi lascio al mio giudizio finale!









4 gattini su 5






martedì 10 febbraio 2015

Recensione "I Segreti di Coldtown" di Holly Black


Titolo: I Segreti di Coldtown

Autore: Holly Black

Saga: Libro autoconclusivo

Casa editrice: Mondadori

Pagine: 440

Trama: Ti svegli la mattina dopo una festa: sei stesa in una vasca da bagno, la tenda tirata, intorno un profondo silenzio.
Gli altri staranno ancora dormendo? Quando ti alzi e giri di stanza in stanza, scopri che durante la notte è successo qualcosa di tremendo. Legato a una sedia, trovi un misterioso ragazzo dagli occhi rossi. Vicino a lui, vivo e ammanettato, c'è Aidan, il tuo ex: appena provi a liberarlo, ti assale in preda a una fame atavica.
Tutto questo non è normale, neppure se ti chiami Tana e sei nata in un mondo molto simile al nostro, un mondo in cui le persone si trasformano in mostri assetati di sangue e vivono confinati nelle Coldtown. Li chiami vampiri, ma potrebbero avere anche altri nomi. Molti di loro sono celebrità, li trovi ogni sera in televisione: tutti i canali trasmettono in diretta le loro feste più trasgressive. Ora non puoi più evitarli, e hai solo ottantotto giorni per salvarti: ma a quanto sei disposta a rinunciare per tenere in vita ciò che non vuoi perdere?

La mia recensione:
Negli ultimi tempi ho notato una sorta di avversione verso i vampiri, e un po' posso capirlo dato che non molto tempo fa il genere vampiresco fece.. come dire.. il botto. Uscirono moltissime storie riguardanti i vampiri e il risultato fu lo stesso che si ha in genere quando si ha la tavola imbandita di dolci e non si sa che scegliere: Si mangia di tutto finché lo stomaco decide di non collaborare più e alla sola vista di un altro dolce viene la nausea. E proprio mentre la nausea post-dolci cominciava ad arrivare, una piccola lettrice (io) cominciava ad approcciarsi per la prima volta al genere YA. Mi sento molto fortunata ad aver letto come primlibro vampiresco I Segreti di Coldtown, perché questo libro per me è stato letteralmente l'inizio di tutto. Sono molto legata a Holly Black e nello specifico a questo libro ed ora vorrei esplorare insieme a voi tutti i motivi per i quali I Segreti di Coldtown è uno dei miei libri preferiti.

Il mondo creato dalla nostra cara Black è un mondo post-apocalittico dove i vampiri, dopo secoli passati nell'ombra, sono finalmente usciti allo scoperto. In realtà non fu una scelta quella di mostrarsi al mondo, dato che andando avanti nel libro si scoprirà che l'artefice fu un solo vampiro, pazzo e romantico, che decise di infettare tutti senza uccidere nessuno, creando così una vera e propria epidemia. Poco tempo dopo l'epidemia vennero create le Coldtown, ovvero delle "città nelle città" dove vennero rinchiusi tutti i vampiri. Inizialmente, leggendo la trama, non avrei mai immaginato che il libro potesse prendere una piega così inaspettata, infatti non solo si sa dell'esistenza dei vampiri, ma essi sono ormai diventati parte integrante della vita della nostra protagonista. Esistono numerosi programmi dedicati a loro, riprese all'interno delle Coldtown più grandi ed importanti, dove i vampiri, non più considerati come mostri ma come creature eterne ed affascinanti, partecipano a grandi feste e sorridono alle telecamere come i più importanti VIP. La nostra protagonista, Tana, a differenza di molti altri, non vuole più saperne niente sui vampiri, non desidera ne vederne uno, ne tanto meno diventarci. Ma quando, un giorno, dopo aver passato la notte bevendo insieme ai suoi amici, si risveglia e li ritrova immobili e senza vita, capisce che il suo desiderio è stato vano. Infatti non tutti i vampiri sono stati rinchiusi nelle Coldtown, alcuni sono ancora a piede libero ed altri, come scopriremo più avanti, hanno addirittura il permesso di uscire a loro piacimento, dato che anche se non sembra, sono i vampiri più importanti delle Coldtown a controllare, e non chi realmente dovrebbe. Da questo momento Tana non farà altro che scappare insieme a Aidan, il suo ex ragazzo sopravvissuto al massacro, e a Gavriel, il pazzo e bellissimo vampiro tenuto prigioniero dai suoi simili per qualche oscura ragione. 

Punti a favore:
1: Ogni capitolo comincia con delle brevi frasi legate alla morte, delle piccole chicche che renderanno il romanzo ancora più dark e piacevole da leggere.
2: L'alternarsi dei capitoli fra la storia principale e dei flashback a volte di Tana e a volte di Gavriel.
3: I personaggi principali ben caratterizzati e mai scontati. Come protagonista femminile abbiamo una Tana forte, intraprendente, che affronta i pericoli, trova sempre un modo per superare gli ostacoli e che rinuncerebbe a tutto per i valori in cui crede. Una protagonista decisamente difficile da trovare negli YA e che (scusate la volgarità) ha le palle. Dall'altro lato abbiamo un protagonista maschile dalle mille sfaccettature, che per via della sua eternità e del suo bisogno di sangue è costretto a lottare per pochi minuti di razionalità. Un uomo forte, con un oscuro passato alle spalle e un infinito futuro di fronte.
4: Personaggi secondari altrettanto particolari. La Black oltre ad aver creato dei protagonisti stupendi, è riuscita a contornare il tutto da altre figure, una più simpatica e tenera dell'altra, che riusciranno a trovare un bel posticino nel vostro cuore.
5: Storia intrigante, intrecciata e ben studiata. La storia che la Black ha deciso di raccontare, anche se a tratti può sembrare scontata, è in realtà molto particolare e merita una seconda rilettura per essere compresa appieno.
6: Colpi di scena inaspettati. Ho adorato i colpi di scena di questo libro! Sono.. particolari, impossibili da prevedere e... perfetti!
7: Giusto mix di generi. Molte volte quando leggo libri YA trovo storie d'amore troppo sdolcinate o troppi generi che stonano insieme, con I Segreti di Coldtown questo invece non è successo. Horror, gotico, YA e un pizzico       
di romanticismo sono mescolati in giuste misure creando un racconto che è una gioia per gli occhi e per la mente. Inoltre possiamo assistere a dei forti "contrasti" fra l'innocenza e la malvagità, l'amore e l'odio, la vendetta e l'amicizia e la pazzia e la ragione.
8: Finale libero. Il finale è stato abbastanza libero e generalmente trovandomi davanti a dei finali liberi mi  sarei strappata i capelli, ma devo ammettere che non avrei saputo trovare una conclusione migliore a questo libro. Questa fine permette al lettore di sapere tutto ciò che c'è da sapere e allo stesso tempo dona lo dolce possibilità   di poter immaginare ciò che succederà dopo, senza che però questo succeda veramente e quindi rendendo il tutto molto.. incorporeo, molto etereo.
9: Copertina. C'è anche bisogno che io spieghi il perché dell'aver inserito la copertina fra i punti forti? Insomma, guardatela!




 "Davano la caccia a te, quegli uomini e il Thorn? E' grave quello che hai fatto?"
"Molto grave" Annuì "Un atto di misericordia di cui mi pento. Infinitamente, me ne pento. Una volta un mio maestro mi disse che la misericordia è una sorta di dolore e che, poiché il male è causa di dolore, il male è anche causa di misericordia. Pensai che quel maestro fosse vecchio e crudele e forse lo era veramente, ma ora capisco anche che aveva ragione."
"Ma non ha senso" replicò Tana, appoggiandosi al poggiatesta imbottito "La misericordia non può venire dal male. E' una virtù, come la gentilezza o il coraggio o.." la voce le venne meno.
Gavriel si voltò a guardarla "Questo è il mondo che io ho ricreato con un terribile atto di misericordia."
Tana scosse il capo "Neanche questo ha senso" Poi non poté evitare di sbadigliare.
Lui rise e sembrò davvero uno dei ragazzi di scuola. Si chiese di che colore fossero stati i suoi occhi tanto tempo fa. "Dormi, Tana. Abbassa il sedile. Se mi concedi di prendere in prestito la tua auto per stanotte, prometto che ti ricompenserò."
"Ah, si?" gli chiese, osservando i piedi scalzi e gli abiti neri e semplici, "E con cosa?"
Sulle sue labbra rimase il sorriso "Gioielli, bugie, foglietti, fiori secchi, mani vuote, perline, bottoni e dispetti." Era quasi certa che scherzasse "Va bene, però dimmi dove andiamo" gli chiese con un cenno del capo verso il finestrino. La voce di Gavriel era dolce "Alla Coldtown"



Bene, questa è stata la mia prima recensione, quindi spero di aver detto tutto quello che volevo dire, di non avervi annoiato e anzi di avervi incuriosito!  E ora vi lascio al mio giudizio finale! (Giudizio abbastanza prevedibile dato che sono profondamente legata a questo libro.)



Il mio voto:  








                 5 gattini su 5