lunedì 9 marzo 2015

Recensione "Il mio cuore cattivo" di Wulf Dorn


Titolo: Il mio cuore cattivo

Autore: Wulf Dorn

Saga: Libro autoconclusivo 

Casa editrice: Corbaccio

Pagine: 347

Trama: C’è un vuoto nella memoria di Dorothea. Quella sera voleva uscire a tutti i costi ma i suoi l’avevano costretta a fare la babysitter al fratello minore mentre loro erano a teatro. Ricorda che lui non ne voleva sapere di dormire e urlava come un pazzo. Ricorda una telefonata che l’aveva sconvolta, ricorda di aver perso la testa, e poi più niente. Più niente fino agli occhi sbarrati del fratellino, senza più vita. C’è un abisso in quel vuoto di memoria, un abisso che parole come «arresto cardiaco» non riescono a colmare. Perché la verità è che lei non sa cosa ha fatto in quel vuoto. Ma sa che sarebbe stata capace di tutto… Solo adesso, dopo mesi di ospedale psichiatrico, di terapie, di psicologi, ha raggiunto faticosamente un equilibrio precario. Ha cambiato casa, scuola, città: si aggrappa alla speranza di una vita normale. Ma una notte vede in giardino un ragazzo terrorizzato che le chiede aiuto e poi scompare senza lasciare traccia. E quando, dopo qualche giorno, Dorothea scopre l’identità del ragazzo e viene a sapere che in realtà lui si sarebbe suicidato prima del loro incontro, le sembra di impazzire di nuovo. I fantasmi del passato si uniscono a quelli del presente precipitandola in un incubo atroce in cui non capisce di chi si può fidare, e in cui la sua peggiore nemica potrebbe rivelarsi propri lei stessa…

La mia recensione:
Buongiorno, buon pomeriggio o buonasera miei cari lettori e benvenuti in una nuova recensione!  Volete approcciarvi per la prima volta al genere psicothriller ma non sapete con che libro cominciare? Benissimo! Mettetevi comodi, preparatevi una bella tisana di succo di cactus e leggete i motivi per i quali "Il mio cuore cattivo" fa al caso vostro!

Il libro a grandi linee parla di Doro, una quasi-diciassettenne che dopo la morte del fratellino a cui aveva fatto da babysitter la sera prima ed essere stata ricoverata in un ospedale psichiatrico, si trasferisce in un piccolo paesino di nome Ulfinger con la madre. Fin da subito capiamo che questo paesino a lei non piace affatto, e il modo migliore per farvi capire il livello di disprezzo iniziale probabilmente è quello di riportarvi una frase direttamente dal libro:

"Mi è tornato in mente un adesivo che mi aveva regalato Bea.. parecchio tempo prima, quando eravamo ancora amiche:
FHALENBERG NON E' IL CULO DEL MONDO, PERO' DA QUI LO SI PUO' GIA' SCORGERE MOLTO BENE.
Chiunque avesse escogitato quella frase, aveva sicuramente guardato dal campanile di Fhalenberg nella direzione in cui, da qualche parte, doveva esserci  Ulfinger: già, Ulfinger, e poi nient'altro che quel deserto.
Passati i sette monti, a casa dei sette nani... ho pensato istintivamente, ma non sarebbe stata certo la favola di Biancaneve a farmi venire voglia di ridere.

Andando un po' più avanti con la storia pero' capiremo che non è il paese ad essere il problema più grande di Doro. Infatti scopriremo che la nostra protagonista non ha ancora completamente ritrovato la ragione ed è vittima di allucinazioni e attacchi di panico. Il problema però degenera improvvisamente quando,una notte, stufa di sentir sbattere la porta di un capanno, decide di uscire di casa. All'interno del capanno trova un ragazzo che chiede aiuto, ma che dopo l'arrivo dell'ambulanza scompare misteriosamente. Tutti, compresa la madre, credono che gli episodi che lei racconterà di aver visto da quel momento in poi siano solo frutto della sua mente malata, ma lei sa che non è così. 

Ci sarebbero altre tremila cose che vorrei aggiungere nella trama ma così vi rovinerei molte sfaccettature di questo meraviglioso libro, quindi passiamo avanti!

Punti a favore:
1: La nostra protagonista (anche se inizialmente si descrive come una persona timida) è molto determinata in ciò in cui crede ed è capace di far di tutto pur di dimostrare la verità. Questa è una caratteristica che ho molto apprezzato dato che spesso mi capita di voler sbattere la testa al muro quando le protagoniste si dimostrano delle totali incompetenti! 
2: Doro, oltre alle sue qualità caratteriali, ha anche un dono molto speciale che ho apprezzato particolarmente: la sinestesia. Essere sinestetici vuol dire poter (cito dal libro) cogliere e definire numeri, odori, esseri umani e ricordi attraverso percezioni sensoriali. Emh.. ok. A parole mie vi posso dire che Doro è in grado di associare un colore (anche altro ma prevalentemente colori) a una determinata persona. Ho amato molto questa dote e mi è piaciuto poterla vedere in atto in più occasioni.
3: Ho anche apprezzato tanto i personaggi secondari che sono stati fin da subito ben caratterizzati. Inizialmente mi ha conquistata Julian con la sua gentilezza, ma non appena la protagonista ha conosciuto David il mio cuore ha perso un battito e ahimè ho abbandonato il povero Julian. Oltre a David ho provato una sincera tenerezza anche per la madre di Doro (non ho idea di come si chiami dato che il nome viene detto una volta in tutto il libro) che nonostante tutto quello che le è successo (morte del figlio, separazione dal marito, una figlia pazza a cui badare e licenziamento) ha ancora la forza di andare avanti.
4: La minuziosa attenzione con cui Dorn ha sparso "indizi" mi ha lasciato piacevolmente sorpresa! Un consiglio che posso dare è quello di leggere più attentamente possibile il libro, dato che anche quando ci sembra che alcune scene siano state messe senza un motivo in particolare, ecco che BAAAM! Quella scena diventa un piccolo pezzo di un grande puzzle che comincia a prendere forma.
5: Come ultimo ma non ultimo punto a favore abbiamo le informazioni in campo psicologico che spuntano qua e là all'interno del libro. A me che sono un tipo molto interessato alla psicologia queste curiosità hanno fatto più che piacere e non hanno affatto annoiato, anche perché sono state collocate in momenti opportuni ed erano utili nel capire meglio ciò di cui si sta leggendo.

Punti a sfavore:
1: L'unico punto a sfavore che sento di dover dare a questo libro è stato la prevedibilità: arrivati ad un certo punto della storia diventerà molto facile per noi capire chi è stato a fare cosa. Ad ogni modo il finale non mi è dispiaciuto e mi ha fatto restare di sasso ugualmente.




  
"Gli animali, per me, non hanno colore. Non ne hanno nemmeno bisogno perché non nascondono niente agli occhi degli altri. Contrariamente a noi esseri umani, sono sempre e semplicemente se stessi.
Noi invece impersoniamo ogni giorno tanti ruoli differenti che fanno sì che gli altri abbiano di noi impressioni molto disparate. A casa sono la figlia, di giorno sono l'allieva di una scuola, a volte l'amica e fra non molto-lo spero- una studentessa universitaria. Forse un giorno sarò per qualcuno anche una compagna o una moglie, e per alcuni rimarrò sempre una matta. E' assodato comunque che in ciascuno di questi ruoli noi ci comportiamo in modi parzialmente diversi, aprendoci solo raramente del tutto. Un animale non ne ha necessità. Non deve fingere. Ti dimostra sempre in modo chiaro e non artefatto ciò che vuole, se gli piaci o meno. Per questo penso spesso che gli  animali siano superiori a noi, anche se noi esseri umani ci riteniamo tanto straordinariamente intelligenti. Perché in fondo noi siamo solo incredibilmente complicati."



Bene! Questa è stata la mia recensione! Come al solito spero di aver detto tutto quello che volevo dire, di non avervi annoiato e anzi di avervi incuriosito! E ora vi lascio al mio giudizio finale!









4 gattini su 5










giovedì 19 febbraio 2015

Recensione "The Maze Runner- Il labirinto" di James Dashner


Titolo: The Maze Runner- Il labirinto

Autore: James Dashner

Saga: The Maze Runner
1:Il labirinto
2:La fuga
3:La rivelazione
4:La mutazione (prequel)

Casa editrice: Fannucci Editore

Pagine; 389

Trama: Quando Thomas si sveglia, le porte dell'ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L'unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l'organizzazione di una società ben ordinata e disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l'ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell'ascensore. Il mistero si infittisce un giorno, quando - senza che nessuno se lo aspettasse - arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di altri mezzi visibili di fuga, il Labirinto sembra essere l'unica speranza del gruppo o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire.


La mia recensione:
Non ho ancora un'idea chiara sui distopici. Ho letto pochi libri di questo genere e la mia "decisione" sul gradirli o meno sta pericolosamente oscillando fra il si e il no. Uno dei libri per il quale potrei cominciare ad apprezzare il genere è  appunto The Maze Runner. 
La storia a grandi linee la conosciamo tutti, sopratutto grazie all'uscita recente del film: Il protagonista, Thomas, dopo essersi svegliato in un... ascensore (?) scopre di aver perso tutti i ricordi che lo riguardano  e di trovarsi in un ampio spazio aperto (la Radura) costeggiato da colossali mura (il Labirinto). Il suo scopo, e quello di tutti gli altri ragazzi che conoscerà, è di riuscire a trovare un modo per uscire. Nel libro vedremo Thomas cercare di ambientarsi nella civiltà che si è formata e fare amicizia (e in alcuni casi anche inimicizia) con i ragazzi del posto. 
La storia mi ha intrigato molto fin dall'inizio sia per la trama in generale ma anche per tutti i luoghi che vengono descritti.

Punti a favore:
1: La scrittura usata da Dashner è piacevole e scorrevole. Riesce a far comprendere facilmente al lettore tutto ciò che vuole descrivere e questo (per una piccola e primitiva mente come la mia) è una grossa soddisfazione.
2: La storia, come ho detto prima, è molto intrigante. Le idee di Dashner sono dei colpi di genio che non fanno mai staccare dal libro e che  mantengono in un constante senso di sorpresa. L'evoluzione che si avrà nella  storia è sorprendente e sopratutto inaspettata.
3: Il finale è qualcosa di assurdo. Quando si scopre ciò che è successo e il vero motivo del labirinto, si rimane senza parole.
4: La copertina a mio parere è stupenda! E sopratutto i seguiti mantengono lo stesso stile e non cambiano radicalmente come succede con alcune saghe... emh emh...

Punti a sfavore:
1: Il linguaggio dei radunai ad un primo approccio lascia un po' sbigottiti. In tutto il libro si sentono moooooolto spesso dei termini particolari quali "fagio" (ovvero fagiolino, il nuovo arrivato nella radura), "pive" (pivello) e in assoluto il termine più sorprendente di tutti... "sploff". Quando ho scoperto cosa voleva dire "sploff" ho dovuto necessariamente chiudere il libro e prendermi un attimo per assimilare l'informazione perché per me è stato davvero un durissimo colpo. "Sploff" in pratica sarebbe la... popo. E' stata chiamata con "sploff" perché in effetti      il rumore che la popo fa quando.. s-scende è questo... Vabe, andiamo avanti. 
2: I radurai a mio parere sono troppo misteriosi. Quando un nuovo ragazzo arriva nella radura ricorda solo il suo nome e non sapendo come cavolo sia finito lì o comunque cosa sia "lì" necessita delle spiegazioni. E invece loro quando Thomas fa domande sono tutti misteriosi, come se non volessero dire niente. E non solo non parlano, ma si arrabbiano anche se vengono fatte domande! Se magari dessero subito tutte delle spiegazioni non verrebbero disturbati in continuazione dalle domande del nuovo arrivato!






"Continuò a correre, il cuore pronto a schizzargli fuori dal petto. Cercò di ossigenare i polmoni con grandi respiri affannosi, ma sapeva che non avrebbe potuto resistere ancora per molto. Si chiese se non sarebbe stato più facile voltarsi, combattere e farla finita.
Quando svoltò l'angolo successivo, Thomas sbandò e si fermò. Ansando senza riuscire a controllarsi, guardò fisso davanti a sé.
Stavano arrivando tre Dolenti, rotolando e conficcando le punte nella pietra. Venivano verso di lui."


Bene! Questa è stata la mia recensione! Come al solito spero di aver detto tutto quello che volevo dire, di non avervi annoiato e anzi di avervi incuriosito!  E ora vi lascio al mio giudizio finale!









4 gattini su 5






martedì 10 febbraio 2015

Recensione "I Segreti di Coldtown" di Holly Black


Titolo: I Segreti di Coldtown

Autore: Holly Black

Saga: Libro autoconclusivo

Casa editrice: Mondadori

Pagine: 440

Trama: Ti svegli la mattina dopo una festa: sei stesa in una vasca da bagno, la tenda tirata, intorno un profondo silenzio.
Gli altri staranno ancora dormendo? Quando ti alzi e giri di stanza in stanza, scopri che durante la notte è successo qualcosa di tremendo. Legato a una sedia, trovi un misterioso ragazzo dagli occhi rossi. Vicino a lui, vivo e ammanettato, c'è Aidan, il tuo ex: appena provi a liberarlo, ti assale in preda a una fame atavica.
Tutto questo non è normale, neppure se ti chiami Tana e sei nata in un mondo molto simile al nostro, un mondo in cui le persone si trasformano in mostri assetati di sangue e vivono confinati nelle Coldtown. Li chiami vampiri, ma potrebbero avere anche altri nomi. Molti di loro sono celebrità, li trovi ogni sera in televisione: tutti i canali trasmettono in diretta le loro feste più trasgressive. Ora non puoi più evitarli, e hai solo ottantotto giorni per salvarti: ma a quanto sei disposta a rinunciare per tenere in vita ciò che non vuoi perdere?

La mia recensione:
Negli ultimi tempi ho notato una sorta di avversione verso i vampiri, e un po' posso capirlo dato che non molto tempo fa il genere vampiresco fece.. come dire.. il botto. Uscirono moltissime storie riguardanti i vampiri e il risultato fu lo stesso che si ha in genere quando si ha la tavola imbandita di dolci e non si sa che scegliere: Si mangia di tutto finché lo stomaco decide di non collaborare più e alla sola vista di un altro dolce viene la nausea. E proprio mentre la nausea post-dolci cominciava ad arrivare, una piccola lettrice (io) cominciava ad approcciarsi per la prima volta al genere YA. Mi sento molto fortunata ad aver letto come primlibro vampiresco I Segreti di Coldtown, perché questo libro per me è stato letteralmente l'inizio di tutto. Sono molto legata a Holly Black e nello specifico a questo libro ed ora vorrei esplorare insieme a voi tutti i motivi per i quali I Segreti di Coldtown è uno dei miei libri preferiti.

Il mondo creato dalla nostra cara Black è un mondo post-apocalittico dove i vampiri, dopo secoli passati nell'ombra, sono finalmente usciti allo scoperto. In realtà non fu una scelta quella di mostrarsi al mondo, dato che andando avanti nel libro si scoprirà che l'artefice fu un solo vampiro, pazzo e romantico, che decise di infettare tutti senza uccidere nessuno, creando così una vera e propria epidemia. Poco tempo dopo l'epidemia vennero create le Coldtown, ovvero delle "città nelle città" dove vennero rinchiusi tutti i vampiri. Inizialmente, leggendo la trama, non avrei mai immaginato che il libro potesse prendere una piega così inaspettata, infatti non solo si sa dell'esistenza dei vampiri, ma essi sono ormai diventati parte integrante della vita della nostra protagonista. Esistono numerosi programmi dedicati a loro, riprese all'interno delle Coldtown più grandi ed importanti, dove i vampiri, non più considerati come mostri ma come creature eterne ed affascinanti, partecipano a grandi feste e sorridono alle telecamere come i più importanti VIP. La nostra protagonista, Tana, a differenza di molti altri, non vuole più saperne niente sui vampiri, non desidera ne vederne uno, ne tanto meno diventarci. Ma quando, un giorno, dopo aver passato la notte bevendo insieme ai suoi amici, si risveglia e li ritrova immobili e senza vita, capisce che il suo desiderio è stato vano. Infatti non tutti i vampiri sono stati rinchiusi nelle Coldtown, alcuni sono ancora a piede libero ed altri, come scopriremo più avanti, hanno addirittura il permesso di uscire a loro piacimento, dato che anche se non sembra, sono i vampiri più importanti delle Coldtown a controllare, e non chi realmente dovrebbe. Da questo momento Tana non farà altro che scappare insieme a Aidan, il suo ex ragazzo sopravvissuto al massacro, e a Gavriel, il pazzo e bellissimo vampiro tenuto prigioniero dai suoi simili per qualche oscura ragione. 

Punti a favore:
1: Ogni capitolo comincia con delle brevi frasi legate alla morte, delle piccole chicche che renderanno il romanzo ancora più dark e piacevole da leggere.
2: L'alternarsi dei capitoli fra la storia principale e dei flashback a volte di Tana e a volte di Gavriel.
3: I personaggi principali ben caratterizzati e mai scontati. Come protagonista femminile abbiamo una Tana forte, intraprendente, che affronta i pericoli, trova sempre un modo per superare gli ostacoli e che rinuncerebbe a tutto per i valori in cui crede. Una protagonista decisamente difficile da trovare negli YA e che (scusate la volgarità) ha le palle. Dall'altro lato abbiamo un protagonista maschile dalle mille sfaccettature, che per via della sua eternità e del suo bisogno di sangue è costretto a lottare per pochi minuti di razionalità. Un uomo forte, con un oscuro passato alle spalle e un infinito futuro di fronte.
4: Personaggi secondari altrettanto particolari. La Black oltre ad aver creato dei protagonisti stupendi, è riuscita a contornare il tutto da altre figure, una più simpatica e tenera dell'altra, che riusciranno a trovare un bel posticino nel vostro cuore.
5: Storia intrigante, intrecciata e ben studiata. La storia che la Black ha deciso di raccontare, anche se a tratti può sembrare scontata, è in realtà molto particolare e merita una seconda rilettura per essere compresa appieno.
6: Colpi di scena inaspettati. Ho adorato i colpi di scena di questo libro! Sono.. particolari, impossibili da prevedere e... perfetti!
7: Giusto mix di generi. Molte volte quando leggo libri YA trovo storie d'amore troppo sdolcinate o troppi generi che stonano insieme, con I Segreti di Coldtown questo invece non è successo. Horror, gotico, YA e un pizzico       
di romanticismo sono mescolati in giuste misure creando un racconto che è una gioia per gli occhi e per la mente. Inoltre possiamo assistere a dei forti "contrasti" fra l'innocenza e la malvagità, l'amore e l'odio, la vendetta e l'amicizia e la pazzia e la ragione.
8: Finale libero. Il finale è stato abbastanza libero e generalmente trovandomi davanti a dei finali liberi mi  sarei strappata i capelli, ma devo ammettere che non avrei saputo trovare una conclusione migliore a questo libro. Questa fine permette al lettore di sapere tutto ciò che c'è da sapere e allo stesso tempo dona lo dolce possibilità   di poter immaginare ciò che succederà dopo, senza che però questo succeda veramente e quindi rendendo il tutto molto.. incorporeo, molto etereo.
9: Copertina. C'è anche bisogno che io spieghi il perché dell'aver inserito la copertina fra i punti forti? Insomma, guardatela!




 "Davano la caccia a te, quegli uomini e il Thorn? E' grave quello che hai fatto?"
"Molto grave" Annuì "Un atto di misericordia di cui mi pento. Infinitamente, me ne pento. Una volta un mio maestro mi disse che la misericordia è una sorta di dolore e che, poiché il male è causa di dolore, il male è anche causa di misericordia. Pensai che quel maestro fosse vecchio e crudele e forse lo era veramente, ma ora capisco anche che aveva ragione."
"Ma non ha senso" replicò Tana, appoggiandosi al poggiatesta imbottito "La misericordia non può venire dal male. E' una virtù, come la gentilezza o il coraggio o.." la voce le venne meno.
Gavriel si voltò a guardarla "Questo è il mondo che io ho ricreato con un terribile atto di misericordia."
Tana scosse il capo "Neanche questo ha senso" Poi non poté evitare di sbadigliare.
Lui rise e sembrò davvero uno dei ragazzi di scuola. Si chiese di che colore fossero stati i suoi occhi tanto tempo fa. "Dormi, Tana. Abbassa il sedile. Se mi concedi di prendere in prestito la tua auto per stanotte, prometto che ti ricompenserò."
"Ah, si?" gli chiese, osservando i piedi scalzi e gli abiti neri e semplici, "E con cosa?"
Sulle sue labbra rimase il sorriso "Gioielli, bugie, foglietti, fiori secchi, mani vuote, perline, bottoni e dispetti." Era quasi certa che scherzasse "Va bene, però dimmi dove andiamo" gli chiese con un cenno del capo verso il finestrino. La voce di Gavriel era dolce "Alla Coldtown"



Bene, questa è stata la mia prima recensione, quindi spero di aver detto tutto quello che volevo dire, di non avervi annoiato e anzi di avervi incuriosito!  E ora vi lascio al mio giudizio finale! (Giudizio abbastanza prevedibile dato che sono profondamente legata a questo libro.)



Il mio voto:  








                 5 gattini su 5